Cosa si deve fare in caso di fratture non riunite e come può essere d'aiuto la fotobiomodulazione?
Quando una frattura non guarisce correttamente, si parla di frattura non consolidata o pseudartrosi. Questo problema può essere molto doloroso e limitare notevolmente la mobilità di un individuo. Scegliendo la fotobiomodulazione, è possibile ridurre il dolore causato dalla frattura e favorire il consolidamento osseo.
Frattura non consolidata: cos'è?
Una frattura non consolidata si verifica quando l'osso rotto non riesce a guarire correttamente dopo un periodo di tempo ragionevole. Ciò può essere dovuto a una serie di fattori, come la scarsa circolazione sanguigna, un'infezione, l'instabilità della frattura o malattie croniche come il diabete.
In caso di frattura non consolidata, è importante limitare i movimenti che potrebbero aggravare il problema e riposare, per consentire al corpo di concentrarsi sulla guarigione. Il riposo e l'immobilizzazione con una stecca o un gesso possono aiutare a stabilizzare la frattura e a prevenire ulteriori lesioni.
Per migliorare la salute delle ossa si raccomanda anche una dieta ricca di calcio e vitamina D. I latticini, le verdure a foglia verde e il pesce azzurro sono fonti di nutrienti essenziali per il buon consolidamento delle ossa.
Oltre al riposo, all'immobilizzazione e a una dieta ricca di calcio e vitamina D, è possibile seguire terapie come la fisioterapia, la riflessologia plantare o optare per la fotobiomodulazione, una tecnica innovativa che utilizza la luce per favorire la rigenerazione ossea.
La fotobiomodulazione: un ausilio per le fratture non unitarie
La fotobiomodulazione (PBM) è un metodo non invasivo che utilizza la luce a specifiche lunghezze d'onda per stimolare i processi biologici naturali. Questa tecnologia combina LED e laser per penetrare nei tessuti e contribuire al consolidamento osseo.
Come funziona la fotobiomodulazione?
La fotobiomodulazione agisce stimolando i mitocondri, le centrali energetiche delle cellule, aumentando la produzione di ATP, l'energia cellulare. Questo riduce, tra l'altro, l'infiammazione e allevia il dolore.
In caso di fratture non scomposte, la fotobiomodulazione può aiutare l'organismo ad accelerare la rigenerazione ossea.
I benefici della fotobiomodulazione per le fratture
La fotobiomodulazione è una tecnica utilizzata per :
- Riduzione del dolore associato a una frattura non scomposta: la PBM può aiutare a gestire il dolore modificando il modo in cui viene percepito a livello cellulare.
- Ridurre l'infiammazione: riducendo l'infiammazione intorno alla frattura, la fotobiomodulazione può contribuire a creare un ambiente più favorevole alla guarigione.
- Stimolare le cellule: la stimolazione cellulare mediante fotobiomodulazione può ridurre i tempi di guarigione promuovendo la riparazione dei tessuti e la rigenerazione ossea.
A differenza della chirurgia e dei trattamenti farmacologici convenzionali, la PBM è una tecnica non invasiva e generalmente non ha effetti collaterali.
Sessioni regolari di fotobiomodulazione
La fotobiomodulazione può essere utilizzata in combinazione con altri trattamenti e le sedute possono essere effettuate in clinica o a casa, a seconda del dispositivo utilizzato e delle raccomandazioni dell'operatore sanitario.
È importante effettuare sessioni di PBM su base regolare per trarre rapidamente i benefici di questa tecnica.
Come si effettuano le sedute di fotobiomodulazione?
Valutazione iniziale e piano di assistenza personalizzato
Prima di iniziare le sessioni di fotobiomodulazione, è essenziale una valutazione completa da parte di un professionista per determinare il protocollo più adatto.
Questa valutazione comprende l'anamnesi, l'esame fisico e le radiografie per valutare le condizioni della frattura, compresa la pseudoartrosi. Sulla base delle informazioni ottenute dalle analisi, viene redatto un piano di cura personalizzato, che comprende la frequenza e la durata delle sessioni di fotobiomodulazione.
Realizzazione di sessioni di fotobiomodulazione
Le sedute di fotobiomodulazione durano dai 20 ai 30 minuti. A seconda della gravità della frattura e dei risultati dei test, possono essere effettuate più volte alla settimana.
Monitoraggio e regolazione
Il monitoraggio regolare della pseudoartrosi è importante per valutare l'efficacia della fotobiomodulazione e adattare il piano di cura, se necessario. Le visite di follow-up ci permettono di monitorare i progressi della consolidazione ossea, di rivalutare il dolore e la mobilità legati alla frattura e di apportare modifiche.
Questo follow-up può anche portare a ulteriori raccomandazioni, come esercizi specifici dopo le sessioni di fotobiomodulazione o modifiche alla dieta per favorire il consolidamento osseo.






